Accesso civico agli atti di gara: il difficile equilibrio tra privacy e trasparenza

Una società che ha partecipato ad una gara d’appalto può richiedere i documenti inerenti all’esecuzione del contratto da parte della vincitrice? la risposta alla domanda pone in luce il delicato rapporto fra diritto alla privacy e trasparenza amministrativa

Privacy e trasparenza amministativa: due concetti complementari

Prima di entrare nel merito del discorso è importante fare una precisazione: la trasparenza delle informazioni è uno tra i principi cardine della disciplina sulla protezione dei dati personali. Il cittadino ha infatti il diritto di essere informato e tutelato sul trattamento dei propri dati personali. Allo stesso modo la trasparenza è uno dei capisaldi dell’agire della P.A.. Da questa prima precisazione è quindi più che lecito affermare che il diritto alla privacy e la trasparenza amministrativa sono due discipline non contrapposte, bensì complementari.

Diritto di accesso agli atti di gara

L’accesso agli atti di gara rientra tra i diritti dei partecipanti ad un gara per l’aggiuddicazione di appalto pubblico e si realizza nel diritto di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi. L’accesso ai documenti amministrativi costituisce infatti principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza. Tale accesso può essere richiesto quando sorgono dubbi sulla legittimazione del richiedente, sulla sua identità, sui suoi poteri rappresentativi, sulla sussistenza dell’interesse alla stregua delle informazioni e delle documentazioni fornite.

La richiesta del partecipante non vincitore, tra accesso agli atti e accesso civico generalizzato

L’accesso civico generalizzato, previsto dal Dlgs 33/2013 riconosce, a differenza dell’accesso agli atti di gara, a chiunque il diritto di accedere a tutti i dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni e dagli altri soggetti e organismi contemplati nell’art. 2-bis del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

Il tale ottica una società, seconda classificata in una gara di appalto per il servizio integrato di energia elettrica alle pubbliche amministrazioni, ha richiesto ad un Ente toscano i documenti inerenti all’esecuzione del contratto da parte della vincitrice. La società ha motivato la richiesta sul presupposto che il secondo posto l’avrebbe investita di un interesse qualificato e differenziato alla verifica dell’esecuzione contrattuale. Secondo la società, l’accertamento di eventuali inadempienze avrebbe infatti determinato la risoluzione del contratto e il conseguente scorrimento della graduatoria in suo favore. L’Amministrazione ha però negato l’accesso.

La società ha impugnato, dunque, il provvedimento di diniego e il Tar Toscana ha respinto il ricorso motivando la propria decisione sul presupposto che l’istanza si sarebbe tradotta in un’indagine esplorativa tesa a ricercare qualche condotta inadempiente dell’aggiudicataria, di per sé inammissibile. La società ha, quindi, deciso di impugnare la decisione. La terza sezione del Consiglio di Stato, investito dell’Appello, ha rimesso all’Adunanza Plenaria la questione circa applicabilità dell’accesso civico generalizzato, previsto dal Dlgs 33/2013, anche agli atti di gara, compresa la fase dell’esecuzione, rilevando la maggiore ampiezza dalla normativa in questione rispetto alla diversa disciplina del diritto di accesso agli atti, circoscritta solo a quelli oggetto di specifici obblighi di pubblicazione.

Riflessioni finali

Nella gestione delle istanze di accesso civico generalizzato gli Organi amministrativi devono trovare il giusto equilibrio tra trasparenza e diritto alla riservatezza come regolato dal Gdpr. Prendendo l’esempio del caso sopra citato, è evidente la difficoltà nello stabilire quando prevale il diritto alla riservatezza e quando, invece, prevale la trasparenza amministrativa.

La decisione del Consiglio di Stato si inserisce inevitabilmente all’interno di un contrasto giurisprudenziale che farà certamente discutere a lungo. Per citare un diverso precedente, il TAR Lazio, con la sentenza 425/2019, aveva ritenuta la inapplicabilità dell’Accesso Civico Generalizzato all’ambito degli appalti pubblici: tale esclusione è giustificata dalla considerazione che si tratta pur sempre di documentazione che, da un lato, subisce un forte e penetrante controllo pubblicistico da parte di soggetti istituzionalmente preposti alla specifica vigilanza di settore, e, dall’altro, coinvolge interessi privati di natura economica e imprenditoriale di per sé sensibili.

 

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